Hub turistico

L'Hub turistico è uno dei più importanti. Il settore turistico deve valutare nuove competenze. Tra queste, ci sono ad esempio le lingue straniere, come cinese, russo e arabo, in pratica quelle dei mercati in espansione da dove arrivano più turisti. Necessario avviare un processo innovativo  per orientare il personale verso corsi specifici di grande utilità e interesse. Il mondo del lavoro turistico ha quindi bisogno di essere riqualificato proprio perché vive una continua evoluzione.

Le nuove competenze richieste nel settore turistico riguardano il mondo del web. In questo campo le figure più richieste sono: social media manager (che elabora piani di comunicazione per i social network) e revenue/pricing manager, che modifica le tariffe (booking on-line) per far in modo che la struttura sia sempre piena; ci sono poi coloro che si occupano di raccontare in formato digitale i luoghi da visitare.

Tra le nuove figure anche: travel organizer (costruisce il viaggio, la sua area di competenza va dalla progettazione alla comunicazione); travel designer (propone un’offerta turistica su misura del cliente); promotore del turismo sostenibile (guida ambientale, operatori di ecoturismo che lavorano soprattutto a contatto con b&b, agriturismi o strutture green); destination manager (promuove un territorio spesso posto al di fuori dei grandi circuiti turistici per valorizzarne ricchezze e risorse).

Infine molto richieste sono anche alcune lauree (economica, urbanistica e umanistica), che danno una preparazione ampia e competente per fornire alla clientela un’offerta turistica adeguata, effettuando un’analisi dettagliata del territorio di interesse. Puntare quindi su nuova formazione e nuove figure professionali che possono far crescere il territorio. Fondamentale è anche creare corsi per orientamento al lavoro regionale con manager che offrono corsi con nuove competenze per ricucire il cronico e profondo skill mismatch (mancata corrispondenza delle abilità), ovvero lo scollamento fra le competenze che i giovani possono offrire alla fine del proprio percorso di studi e le abilità che le aziende, e più in generale il mercato del lavoro, richiedono. Il tema è sfaccettato, perché non comprende solo un mismatch (mancata corrispondenza) legato al passaggio scuola-lavoro, ma anche quello legato ai cambi di percorsi professionali.