Zona Ionica

E’ senza dubbio una delle zone più attrattive della provincia di Messina e una delle aree maggiormente turistiche della Sicilia. A partire da Scaletta con i resti del Castello Ruffo, inizia una delle coste più belle del mondo, una striscia ininterrotta di spiagge bellissime. A ridosso della costa una successione di borghi di origine non antica, graziosi e accoglienti: Alì Terme, Nizza, Roccalumera, Furci, S. Teresa e S. Alessio, quasi tutti con spiagge stupende, alcune delle quali da anni hanno la bandiera blu, anche per i numerosi servizi offerti. Ci si può inoltrare nelle valli del Nisi e dell’Agrò, dove si possono raggiungere Alì Superiore, Fiumedinisi, Pagliara, Mandanici, Savoca, Casalvecchio, Antillo e Forza d'Agrò. In questi borghi montani sono numerosi i resti del passato da visitare, in un’atmosfera ancora impregnata di suoni e profumi della civiltà contadina, con panorami vasti e luminosi. Dopo Capo S. Alessio, col suo Castello “saraceno”, su un ampio golfo si adagia Letojanni, stazione balneare ben nota. Poco oltre, uno dei poli turistici più apprezzati del mondo, quello che fa capo a Taormina e a Giardini Naxos, l’una arroccata sul Monte Tauro, l’altra stesa sulla baia sottostante. Tante sono le bellezze che qui la natura e la storia hanno voluto collocare. Da Giardini ci si può inoltrare nella Valle percorsa dal fiume Alcantara, attraverso Gaggi, Graniti, Motta Camastra con le famose Gole scavate nella roccia lavica, Francavilla, Castiglione, Malvagna, Mojo, Roccella, sino a S. Domenica Vittoria. L'imponente mole dell'Etna con la sua cima domina il paesaggio circostante che ha essa stessa forgiato nel corso dei millenni, colata dopo colata.

Nonostante tuttavia le tante bellezze paesaggistiche e i luoghi dalla grande attrattiva culturale come Taormina, una delle mete più visitate in tutto il mondo, il territorio ha molteplicità criticità, dovute in gran parte alla sua fragilità con continui smottamenti e frane; e a strade e autostrade non all’altezza, collegamenti ferroviari ancora a binario unico, mancanza di collegamenti aeroportuali e portuali efficienti. Inoltre registra una mancanza di rete tra i vari borghi e territori, sia dal punto di vista turistico, che economico. Sicuramente carenze che incidono sullo sviluppo dell’area. Per questo si deve innanzitutto potenziare la zona infrastrutturale puntando sui finanziamenti del PNRR, ma anche sulla creazione e potenziamento di aree a verde da sfruttare con agricoltura bio, ecosostenibile e parchi a tema. Lo sviluppo di un'economia verde nell'area mediterranea per combattere il degrado ambientale rappresenta una grande opportunità per la creazione di posti di lavoro, in particolare per i giovani laureati e per le donne che hanno tre volte meno probabilità di essere occupate rispetto agli uomini. Il rafforzamento dell'imprenditorialità eco-innovativa è una soluzione riconosciuta, anche se le imprese verdi devono affrontare una serie complessa di sfide, tra cui un accesso limitato ai finanziamenti, mercati sottosviluppati e un sostegno frammentato da parte delle parti interessate del settore.

Il progetto europeo GIMED in particolare mira, al momento, a promuovere lo sviluppo di iniziative eco-innovative al fine di creare occupazione e guidare l'economia verde e circolare nel Mediterraneo. Il progetto implementerà un “Green Entrepreneurship Standard" sostenuta dalle Nazioni Unite che standardizzerà gli input di supporto necessari per generare iniziative di successo e darà a loro un marchio di qualità per un migliore accesso a finanziamenti e mercati. Sul campo, il progetto formerà e istruirà gli eco innovatori e incoraggerà i finanziatori a investire nel settore dell'eco innovazione nel Mediterraneo, un’opportunità molto interessante.

E’ fondamentale quindi mettere in collegamento le imprese, le associazioni di categoria e le istituzioni, spesso protagoniste di personalismi che non aiutano l’economia dell’area. Primo fra tutti è importante sviluppare le offerte progettuali del GAL Taormina-Peloritani, che ogni anno presenta possibilità di finanziamento rivolte al comparto turistico, iniziative che non si possono lasciare sfuggire, in quanto rappresentano delle condizioni concrete e reali per la creazione e lo sviluppo di nuove attività con il conseguente aumento dei posti di lavoro. Ulteriore argomento mirato allo sviluppo sostenibile del territorio sono le possibilità offerte dal Contratto d’Area, ulteriore soluzione per il finanziamento delle aziende che hanno obiettivi di investimento più ampi, una opportunità ed una risorsa economica di alto livello, in grado di attirare investimenti atti ad alzare la qualità dell’offerta turistica. Inoltre, al momento, è importante la creazione di progetti per finanziamenti accessibili alle aziende ricettive che vogliono sviluppare progetti a basso o a zero impatto ambientale, sicuramente ambiziosi ma fattibile visti i tanti fondi previsti in questo comparto nella transizione ecologica nel PNRR. Per quanto riguarda la diversificazione dell’offerta turistica bisogna poi sfruttare le diverse tipologie turistiche che è possibile sviluppare nel territorio, dal turismo enogastronomico, a quello culturale, a quello di lusso e a quello balneare creando diversi percorsi, che possano sviluppare differenti itinerari che toccano più paesi dell’area. C’è quindi bisogno di costruire la volontà di sinergia per progetti di rete. Si devono poi valorizzare i borghi delle Valli Joniche dei Peloritani”, potenziando gli strumenti locali, nazionali e comunitari per la messa a sistema del significativo patrimonio materiale e immateriale della zona jonica, nella prospettiva di uno sviluppo socio-economico e culturale che valorizzi l’alto potenziale turistico delle vallate d’Agrò, del Dinarici e del Nisi, anche ai fini della creazione di un’offerta turistica locale integrata, montana, rurale e marittima, in grado di coniugare ambiente, cultura, natura e innovazione, componenti della filiera di un territorio che esprime un potenziale ancora non del tutto valorizzato, soprattutto nelle aree interne. Emerge senza dubbio l’esigenza di conferire una chiave identitaria al territorio della Valli Joniche dei Peloritani, anche nella prospettiva di individuare una denominazione che la renda univocamente riconoscibile, una sorta di brand collettivo che identifichi prodotti, territorio e storia. Occorre immaginare un grande spazio di comunità, che riconnetta mare e monti e insieme le comunità dei diversi paesi: immaginiamo una pista pedonale e ciclabile che favorisca la fruizione del territorio in una logica intercomunale, in cui le stazioni dismesse possono diventare poli di socialità e cultura, di promozione dei prodotti locali e spazi per l’enogastronomia a km 0. Una “linea verde”, che unifichi e sviluppi la coesione territoriale, favorendo spostamenti sostenibili ad alta attrattiva turistica. Inoltre come già detto in precedenza è auspicabile sviluppare un HUB turistico con i finanziamenti europei, per investire nel settore in formazione all’avanguardia, ma anche per creare aziende innovative che sappiano sfruttare le nuove tecnologie per rendere l’approccio ai luoghi più smart e accessibile e dotandoli di comfort migliori per i viaggiatori.

Dal punto di vista strutturale-portuale, bisogna far sì che il porto di Giardini diventi porto turistico, struttura assente in tutta la riviera ionica, e per la navi da crociera di stazza media almeno.