• Home
  • Diversamente abili

Diversamente abili

Il mondo per i disabili è già complicato, ma lo diventa ancora di più per le azioni burocratiche farraginose che rallentano tutte le procedure amministrative, rendendo spesso difficile l’assistenza che dovrebbe essere garantita. I problemi si registrano in ambito regionale, ma anche provinciale e comunale, per carenza di fondi, mala gestione e metodi di assistenza ormai datati.

L’assistenza ai disabili, compreso il trasporto, le cure e l’organizzazione devono essere riviste e modulate meglio. Fondamentale investire nel terzo settore come previsto tra l’altro nel PNRR e nel progetto del governo nazionale che potrebbe contribuire in modo determinante a cambiare prospettiva per la risoluzione dei problemi dei diversamente abili. Il posto del Terzo settore è esplicitato nella Missione 5, quella riguardante “Inclusione e coesione”. I fondi destinati a questi obiettivi superano nel complesso i 22 miliardi, più ulteriori 7,3 miliardi di interventi che beneficeranno delle risorse di REACT-EU.

Vi si legge che: “L’azione pubblica potrà avvalersi del contributo del Terzo settore. La pianificazione in progettazione di servizi sfruttando sinergie tra impresa sociale, volontariato e amministrazione, consente di operare una lettura più penetrante dei disagi e dei bisogni al fine di venire incontro alle nuove marginalità e fornire servizi più innovativi, in un reciproco scambio di competenze ed esperienze che arricchiranno sia la P.A. sia il Terzo settore”.

La Missione 5 prevede un investimento di oltre 11 miliardi di euro su tre riforme: la legge quadro della disabilità (con finanziamento nazionale); una riforma riguardante un sistema di interventi in favore degli anziani non autosufficienti; una riforma per il superamento degli insediamenti abusivi per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori.

Importante poi investire in nuove tecnologie con supporti come la robotica e la realtà aumentata, sfruttando i tanti finanziamenti europei previsti. La robotica come si è visto in un progetto attuato a Messina dall’Irib Cnr può essere importante per i ragazzi affetti da autismo e il progetto può essere replicato in altre realtà della provincia. Si tratta di progetti dedicati all’inclusione sociale che consentiranno di valutare, trattare e seguire diverse famiglie, utilizzando un supporto tecnologico per la valutazione come piccoli robot sociali, che sono una frontiera della ricerca e della terapia clinica, di ausilio soprattutto nei giovani affetti da disturbo delle spettro autistico. Il robot diventa un compagno mediatore dell’interazione sociale, che ci consente di migliorare il trattamento. Anche la realtà virtuale ha un ruolo importante: ci sono già delle équipe che riescono a lavorare con un visore immersivo di ultimissima generazione.

Questo innovativo strumento potrà essere utilizzato da persone con disabilità cognitive-relazionali o motorie, ma anche da anziani con patologie degenerative.

Il visore, con la sua realtà aumentata, può intanto venir impiegato da soggetti con disabilità motorie medie o gravi. Immergendosi realisticamente in ambienti naturali, città o musei, tali pazienti potranno aver modo di ristabilire un contatto con particolari luoghi. Vivendo esperienze che altrimenti sarebbero per loro impossibili.

Non solo. Lo strumento è in grado di aiutare alcune persone con difficoltà cognitive a superare determinate ansie, creando uno spazio di lavoro virtuale. Operando insieme sulle aree emotivo-relazionali. L’ambito sarà sempre controllato in remoto dai professionisti, che monitoreranno la sessione con uno screen mirroring per seguire i passaggi che avvengono nel visore.

Scenari virtuali controllati, allora, ma anche studiati su misura. Grazie ad una telecamera che registra a 360 gradi, l’interazione. Così, sarà possibile ricreare ambienti di vita di tutti i giorni, per preparare l’utente nell’affrontare future situazioni reali. Dalla visita medica all’attraversamento di un percorso pedonale. Fino al contatto con spazi affollati. Situazioni che verranno ricreate all’interno dei laboratori, in una struttura “protetta”, familiare. L’utente non dovrà in questo modo sperimentare subito l’impatto con potenziali momenti stressanti, ma ci arriverà gradualmente. Dopo un allenamento “virtuale”.

Notevoli saranno poi le applicazioni per la terza età, con gli anziani che potranno esercitare memoria e concentrazione. Utilizzando filmati e luoghi reali, tramite software e applicazioni dedicate, il visore potenzierà notevolmente le azioni di mantenimento cognitivo.