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 “Il parco della Pomice? Che non sia utile per i trombati della politica…”

di Salvatore Merlino*

Leggo spesso e da un po’ di tempo del Museo della pomice e del Parco geominerario.
Due iniziative che richiedono, per affrontare un dibattito, conoscenze tecnico scientifiche che non posseggo… ma qualche breve riflessione, da normale cittadino, voglio esternarla.
Comincio dal Museo della pomice.

La valenza del museo è soprattutto quella di essere un trampolino tra il passato ed il futuro. È necessario non fare venire meno il ricordo della nostra storia, con tutte le ricadute sullo sviluppo sociale, culturale e storico del nostro territorio, e tutti sappiamo bene cosa è stata la pomice per Lipari. Un tale bagaglio non può e non deve essere smarrito e non dobbiamo privare i nostri giovani della conoscenza di cosa sono state le avventure di generazioni di nostri concittadini, nel passato, con tutte le cose positive ma anche con tutte le negatività dettate dalle malattie e dalle crisi economiche.

Certo un Museo è anche occasione di diffusione della nostra storia verso i turisti che vengono a trovarci, attratti certamente dalla bellezza naturalistica, ma che godrebbero di un valore aggiunto.
Discorso a parte merita il Parco geominerario. Le immense superfici a vario titolo interessate dalle vecchie cave, comprese le varie strutture da decenni ormai abbandonate, a terra e in mare, meritano un percorso di recupero, quantomeno per evitare una vergogna nel vedere lo stato di abbandono, scostituendo peraltro un pericolo per la collettività.
Difficile certamente trovare un percorso tra pubblico, che dovrebbe essere la benzina per la libera imprenditoria, e i soggetti privati che a vario titolo hanno tenuto e gestito aree e volumi, sia in proprietà ma anche in concessione.

Certo l’istituzione del Parco, come dicevo, deve essere volano. Dovrebbe, a parere mio, perseguire la linea del recupero edilizio evitando il continuo consumo di suolo; naturalmente non credo sia facile immaginare un riutilizzo abitativo classico; sarebbe forse più realistico pensare ad un recupero finalizzato al turismo, o alla creazione di spazi congressuali e/o aggregativi. Con la doppia finalità di potenziare l’offerta turistica e, attraverso l’attività congressuale, destagionalizzare il turismo, estendendolo da marzo a novembre, date le nostre ordinarie condizioni meteo. Consentendo ai privati di investire e creare nuove offerte lavorative, sfruttando i tanti fondi europei che ancora arriveranno, anche se per poco ancora…e senza costituire con l’apparato burocratico la palla solita al piede che blocca la crescita del Paese….
Ancor maggior impegno deve essere indirizzato alle aree libere, sia le ex cave vere e proprie, che le aree utilizzate come deposito degli scarti di lavorazione.

Ricordo quando, credo nel 1990, si organizzò in estate, ad Agosto, una stagione di proiezioni di film in un grande piazzale di una delle cave dismesse, distante dalla strada e a cui si accedeva da un percorso di servizio ………era suggestivo….. si stava di più a guardare il cielo che la proiezione; sembrava di esser in un luogo magico…. quasi la proiezione sembrava disturbare l’intensità delle stelle, nella situazione di un inquinamento da illuminazione pari a zero.
Ecco, tanti spazi da restituire alla fruizione……..

E le aree di accumulo? Ho più volte commentato, tra soggetti che discutevano della scomparsa delle spiagge di Lipari, che tale quantità di materiale, certamente non interessata da fonti inquinanti se non l’aria stessa, potrebbe risolvere i problemi di erosione di tutta Lipari e non solo……. E sino ad ora, a distanza di decenni, sembra non si sia potuto attingere a tale risorsa per motivi giudiziari (sequestri, blocchi e cose simili che sappiamo che in Italia durano decenni….., bene, aspettiamo di morire aspettando che i nostri nipoti,forse, potranno raccontarci come è finita……).
La rimozione di tale materiale riaprirebbe un panorama mozzafiato su Panarea, Stromboli, Salina, restituendo ai Liparoti quello spettacolo di una volta…….
Ecco, questo per dire……. Facciamo il Parco, lo speriamo, ma facciamo pure si che non si crei una delle tante istituzioni finalizzate a dare medagliette a personaggi da gratificare per il loro impegno politico…..
Spero che vengano persone capaci, innamorate delle Isole, preparate e pronte anche a sacrificarsi……… e poi mi sveglio che ho sognato………….

*Ingegnere